Armani abbandona l’angora dopo conversazioni con PETA

 

Armani abbandona l’angora dopo conversazioni con PETA

Milano – A seguito di dialoghi con PETA, il Gruppo Armani – che include gli iconici marchi Giorgio Armani, Emporio Armani, EA7 e Armani Exchange – ha confermato che eliminerà l’uso dell’angora a partire dalle collezioni future. La casa di moda aveva già abbandonato le pellicce nel 2016.

“Oggigiorno i consumatori più attenti non vogliono avere niente a che fare con un’industria in cui si accetta di strappare i peli dal corpo di conigli pienamente coscienti”, afferma Mimi Bekhechi. “La PETA sta celebrando la decisione di Armani di estendere la sua politica fur-free all’angora, e incoraggia tutti gli stilisti che ancora usino l’angora a mettersi a passo con i tempi”.

Come denunciato in un’investigazione di PETA Asia, la maggior parte dei conigli usati per la lana d’angora vengono stesi su tavoli e i loro peli sono strappati mentre urlano dal dolore. Altri vengono legati prima che la loro pelliccia venga tagliata o tosata, e la loro pelle delicata viene tagliata dagli strumenti affilati utilizzati, mentre lottano disperatamente per fuggire. Solitamente, sono sottoposti a questa agonia ogni tre mesi.

Armani si unisce a centinaia di altri grandi marchi, tra cui Valentino, Gucci, Diane von Furstenberg, Calvin Klein, Burberry, Tommy Hilfiger e Stella McCartney – che si sono impegnati a non vendere angora dopo essere stati contattati dalla PETA o le sue entità internazionali.

PETA – il cui motto recita in parte che “gli animali non sono nostri per essere indossati” – si oppone allo specismo, una visione del mondo basata sulla supremazia dell’essere umano. Per maggiori informazioni, visita PETA.org.uk o segui il gruppo su FacebookTwitter o Instagram.

Contatto:

Sascha Camilli +44 (0) 20 7923 6244; [email protected]

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