ASSISI SEGUIRÀ LE ORME DELLA CITTÀ GEMELLATA, VIETANDO LA VENDITA DI PELLICCE?

 

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15 maggio 2018

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ASSISI SEGUIRÀ LE ORME DELLA CITTÀ GEMELLATA, VIETANDO LA VENDITA DI PELLICCE?

PETA chiede alla città di unirsi a San Francisco nel dire addio alla pelliccia

Assisi – La città di San Francisco ha ufficialmente vietato la vendita di pelliccia a marzo – e poiché Assisi è la città gemellata di San Francisco, PETA questa mattina ha inviato una lettera in cui chiedeva al sindaco Stefania Proietti di seguire il suo esempio compassionevole.

Nella lettera, PETA evidenzia che 50 milioni di visoni, volpi, cincillà e persino criceti vengono uccisi ogni anno per la loro pelliccia. La stragrande maggioranza viene allevata in gabbie minuscole presso gli allevamenti da pelliccia, dove vengono trascurati, subiscono fame e disidratazione, oltre allo stress costante causato dal confinamento, il quale porta molti ad impazzire, portandoli all’auto-mutilazione ed al cannibalismo. Per mantenere intatte le pellicce, gli allevatori di pellicce possono uccidere gli animali tramite soffocamento col gas, scariche elettriche, avvelenamento o rompendogli il collo.

“Assisi è la patria di San Francesco, noto per la sua protezione degli animali, e PETA chiede che il prossimo passo compassionevole della città sia vietare la vendita di pellicce,” afferma una direttrice di PETA, Elisa Allen. “Abbandonando la pelliccia, Assisi si unirebbe a San Francisco nel fare un’enorme differenza per gli animali che soffrono e muoiono negli allevamenti di pelliccia di tutto il mondo.”

PETA – il cui motto recita in parte, che “gli animali non sono nostri da indossare” – osserva che la crudeltà dell’industria delle pellicce non si limita agli allevamenti: i procioni, i coyote e altri animali vengono catturati in trappole d’acciaio che mutilano i loro piedi e zampe, e alcuni cercano di masticare i propri arti nel disperato tentativo di fuga. Quando i cacciatori arrivano, calpestano gli animali, gli sparano, o li percuotono a morte. L’industria delle pellicce distrugge anche l’ambiente, poiché le sostanze chimiche aggressive utilizzate per evitare la decomposizione della pelle degli animali finiscono nei corsi d’acqua, insieme al fosforo proveniente dagli escrementi degli animali vivi.

Per tutte queste ragioni, numerose case di moda di punta – inclusi Gucci, Versace, Donna Karan e Maison Martin Margiela – hanno di recente abbandonato la pelliccia.

La lettera di PETA al sindaco Proietti è disponibile su richiesta. Per maggiori informazioni visita PETA.org.uk.

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