Elisabetta Canalis sostiene la campagna di affissioni di PETA a Milano per chiedere il divieto di allevamento di animali da pelliccia

 

Elisabetta Canalis sostiene la campagna di affissioni di PETA a Milano per chiedere il divieto di allevamento di animali da pelliccia

Milano – In seguito alla decisione dell’Italia di sospendere l’allevamento di animali da pelliccia e uccidere centinaia di migliaia di visoni in risposta all’epidemia di COVID-19 in due dei rimanenti allevamenti di animali da pelliccia rimasti in Italia, la PETA ha affisso cartelloni nelle città di Roma e Milano chiedendo al paese di aiutare a prevenire la prossima pandemia chiudendo per sempre i suoi allevamenti di animali da pelliccia. Questa settimana, Elisabetta Canalis ha manifestato il suo sostegno a favore di questa campagna in un’intervista.

“Dobbiamo dare un esempio di civiltà e di umanità e mettere fine a questa crudeltà. Uccidere gli animali per una giacca non è fondamentale,” dice la Canalis. “Noi speriamo che l’Italia si allinei a quei paesi europei che hanno deciso di eliminare completamente gli allevamenti di animali da pelliccia.”

Elisabetta Canalis inoltre ha invitato il governo a sostenere gli allevatori e i lavoratori dell’industria della pelliccia nella transizione verso altri mestieri.

“L’industria delle pellicce stava già morendo prima che il nuovo coronavirus desse il probabile colpo di grazia,” afferma la vicepresidente dei programmi internazionali della PETA Mimi Bekhechi. “PETA sta esortando gli organi decisionali ad accettare che gli sporchissimi allevamenti da pelliccia siano pericolosi e inutili, e a farla finita per sempre.”

Gli allevamenti da pelliccia, in cui gli animali vengono confinati uno accanto all’altro in gabbie di rete metallica, rappresentano un rischio per la salute pubblica non molto diverso da quello del mercato degli animali vivi in cui si ritiene abbia avuto origine il nuovo coronavirus. Queste strutture sono terreno fertile per malattie che possono diffondersi facilmente attraverso inalazioni, urina, escrementi, pus e sangue.

Indagini in allevamenti di visoni italiani hanno scoperto che gli animali venivano confinati in anguste gabbie metalliche, senza alcun accesso ad erba per crearsi un giaciglio o acqua in cui nuotare. Alcune gabbie contenevano visoni morti o feriti, e lo stress della prigionia ha spinto molti dei sopravvissuti a comportamenti aggressivi e all’automutilazione. Gli animali sono stati uccisi in camere a gas prima di essere scuoiati.

I cartelloni si trovano nel centro di Milano e di Roma. Foto in alta risoluzione sono disponibili qui.

La PETA si oppone allo specismo, una visione del mondo basata sulla supremazia umana. Per maggiori informazioni per favore visita PETA.org.uk o segui l’associazione su FacebookTwitter, o Instagram.

Contatto:

Sascha Camilli +44 (0) 20 7923 6244; [email protected]

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