La prima denuncia sulla lana d’alpaca: gli operai legano, distendono e tagliano gli animali, facendoli vomitare

 

Per pubblicazione immediata:

1 giugno 2020

Contatto:

Sascha Camilli +44 (0) 20 7923 6244; [email protected]

LA PRIMA DENUNCIA SULLA LANA D’ALPACA: GLI OPERAI LEGANO, DISTENDONO E TAGLIANO GLI ANIMALI, FACENDOLI VOMITARE

L’indagine sotto copertura di PETA Stati Uniti in Perù mostra gli alpaca che sanguinano e gridano per il dolore e la paura

Roma – Un’investigazione sotto copertura di PETA Stati Uniti, la prima del suo genere, su Mallkini – il più grande allevamento d’alpaca al mondo, di proprietà privata e con base in Perù – rivela che i dipendenti afferravano le alpaca per le orecchie, mentre si dimenavano e gridavano, per tosarle in modo grezzo con tronchesine elettriche, facendo vomitare gli animali dalla paura.

Gettavano con violenza gli alpaca – alcune in stato di gravidanza – sui dei tavoli e legavano loro ad un congegno restrittivo dall’aspetto medievale e tiravano forte, quasi strappando le gambe dalle cavità dell’anca. La tosatura, rapida e brusca, ha lasciato gli animali con tagli e profonde ferite sanguinanti, suturate senza gli antidolorifici adeguati.

In risposta alla denuncia, Esprit sta eliminando gradualmente la lana d’alpaca e, come primo passo, Gap Inc (proprietario di Banana Republic, Athleta e altri brand) e H&M Group (proprietario di otto brand di moda) hanno tagliato i legami con la società madre di Mallkini, Michell Group, il principale esportatore di fibre d’alpaca. PETA Stati Uniti chiede alle autorità peruviane di indagare su Mallkini per le possibili violazioni delle leggi sulla protezione degli animali del paese.

“Quest’indagine di PETA USA fa luce sulla tosatura violenta che fa sanguinare e piangere gli alpaca”, dice il direttore dei progetti aziendali di PETA, Yvonne Taylor. “Sollecitiamo tutti i rivenditori a proteggere questi animali vulnerabili vietando la lana d’alpaca e chiediamo ai consumatori di lasciare sugli scaffali dei negozi gli articoli di lana d’alpaca prodotti crudelmente”.

La PETA – il cui motto recita in parte che “gli animali non sono nostri da indossare” – fa notare che, oltre a causare immense sofferenze agli alpaca, la produzione della loro lana è anche dannosa per il pianeta. L’indice di sostenibilità Higg Materials ha classificato la lana d’alpaca come il secondo materiale più disastroso per l’ambiente dopo la seta, rilevando che è sei volte più dannosa del poliestere e quattro volte più dannosa di modal, viscosa, rayon, lyocell, acrilico e altri materiali vegani.

La PETA si oppone allo specismo, una visione del mondo umano-suprematista. Per ulteriori informazioni, visita PETA.org.uk.

#