Massimo Wertmüller, Giulia Innocenzi e altre personalità con PETA per chiedere al governo di vietare gli allevamenti di animali da pelliccia

 

Massimo Wertmüller, Giulia Innocenzi e altre personalità con PETA per chiedere al governo di vietare gli allevamenti di animali da pelliccia

Roma – In vista della scadenza a fine mese dei termini di sospensione delle attività negli allevamenti di animali da pelliccia, entrato in vigore nel 2020 a seguito dei contagi di coronavirus diffusosi tra i visoni in alcune strutture, la PETA ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri della Salute e delle Politiche Agricole, firmata da 15 italiani noti appartenenti al mondo dello spettacolo, cultura e moda – tra cui Tullio Solenghi, Tiziano Guardini, Leonardo Caffo, Giulia Innocenzi, Bruno Bozzetto e Massimo Wertmüller – che auspicano la chiusura definitiva della vergognosa e pericolosa attività di allevamento di animali per la produzione di pellicce nel Paese.

“La pandemia non è terminata, ma è certamente terminato il desiderio delle persone di indossare pellicce”, afferma la consulente per i progetti aziendali della PETA Patrizia Re. “La PETA spera che il governo accolga il desiderio dei nostri firmatari e dei cittadini e chiuda una volta per tutte le strutture di tortura dei visoni ancora restanti in Italia. Questo nell’interesse degli animali, di tutti gli italiani e dell’ambiente.”

Le indagini condotte negli allevamenti di visoni in Italia, hanno rivelato che gli animali trascorrono la loro breve e miserabile vita in gabbie di rete metallica. Molti riportano ferite gravi, mentre alcuni, a causa dello stress, sono soggetti a auto-mutilazioni e ad atti di cannibalismo nei confronti dei compagni di prigionia. Quando arriva per loro il momento di essere uccisi, i visoni terrorizzati vengono stipati in un contenitore e asfissiati col gas, un metodo dolorosissimo.

Oltre a essere immensamente crudele, l’industria delle pellicce è direttamente coinvolta nella diffusione del nuovo coronavirus, e questo fenomeno non è cambiato. Oltre che in Italia, altri focolai sono stati registrati negli allevamenti di animali da pelliccia in Canada, Danimarca (dove una variante della malattia ha infettato gli esseri umani), Francia, Grecia, Lituania, Olanda, Spagna, Svezia e Stati Uniti, e ha avuto come conseguenza l’uccisione di milioni di animali come misura d’emergenza.

Recentemente l’intergruppo parlamentare italiano per i diritti degli animali ha presentato cinque emendamenti alla legge di bilancio 2022, uno dei quali propone la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia oltre a indennizzi per le poche aziende rimaste del settore come compenso alla chiusura e contributi finalizzati alla riconversione degli impianti.

La PETA – il cui motto recita, in parte, che “gli animali non sono nostri per essere indossati” e che si oppone allo specismo, una visione del mondo basata sulla supremazia dell’essere umano – fa notare che oltre il 90% degli italiani è contrario agli allevamenti di animali da pelliccia, e che stilisti italiani tra i quali Gucci, Furla, Armani, Versace, Valentino, Prada e Elisabetta Franchi hanno adottato politiche fur-free.

Di seguito i firmatari dell’appello: Bruno Bozzetto, cartoonist; Leonardo Caffo, filosofo; Loredana Cannata, attrice e attivista; Paola Benedetta Cerruti, stilista (Atelier Beaumont); Carolina Di Domenico, conduttrice televisiva e radiofonica; Elisa Di Eusanio, attrice; Tiziano Guardini, creative conscious designer; Giulia Innocenzi, giornalista e conduttrice televisiva; Antonio Monaco, editore (Sonda); Rosalba Nattero, giornalista e presidente SOS Gaia; Daniela Poggi, attrice; Arianna Porcelli Safonov, scrittrice e performer; Kris Reichert, conduttrice televisiva e radiofonica; Tullio Solenghi, attore; Massimo Wertmüller, attore.

Per ulteriori informazioni, si prega di visitare PETA.org.uk o seguire l’organizzazione su FacebookTwitter o Instagram.

Contatto:

Sascha Camilli +44 (0) 20 7923 6244; [email protected]

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