Nuovo Scioccante Video Denuncia Gli Orrori Dietro Le Pellicce Russe

 

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6 dicembre 2019

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NUOVO SCIOCCANTE VIDEO DENUNCIA GLI ORRORI DIETRO LE PELLICCE RUSSE

Indagine di PETA Asia trova cincillà uccisi per elettrocuzione, conigli decapitati, animali rannicchiati per la paura

Roma – Con la stagione dello shopping natalizio in corso, PETA sta pubblicando la sua prima denuncia sul commercio di pellicce russo. Le riprese video effettuate da PETA Asia mostrano un addetto mentre picchia dei conigli con un tubo metallico e taglia loro la testa mentre sono ancora coscienti, mentre uccide dei cincillà con delle scariche elettriche e rompe loro il collo, e ancora mentre sottopone gli animali ad altri orrori in cinque diversi allevamenti. Un operaio di una delle strutture ha dichiarato che l’azienda vende pelli a Kopenhagen Fur, che si definisce la più grande casa d’aste di pellicce al mondo. Un’altra struttura indagata da PETA Asia ha fornito pellicce alla casa d’aste Saga Furs. Per decenni, PETA e le sue affiliate hanno portato alla luce le crudeltà negli allevamenti di pellicce di tutto il mondo, e quest’ultima denuncia mostra che nulla è cambiato.

“I consumatori dovrebbero tenere a mente che dietro ogni pelliccia, collo o polsino di pelo c’è una gabbia di metallo sporca, un animale che grida e un pavimento di un mattatoio imbrattato di sangue”, afferma la direttrice della PETA Elisa Allen. “PETA sta esortando tutti i brand e rivenditori di moda a dare finalmente un po’ di pace a questi animali tormentati, scegliendo di non usare più pellicce.”

Alcuni conigli erano ancora vivi e si contorcevano mentre un addetto li decapitava, schizzando il pavimento di sangue e gettando le teste in ceste piene di altre teste –- il tutto mentre altri conigli guardavano, tremando terrorizzati. Un altro operaio non è riuscito a posizionare correttamente gli elettrodi su un cincillà e l’animale ha urlato, si è contorto ed ha avuto convulsioni per oltre un minuto prima di restare finalmente immobile. A quel punto, l’’addetto ha spezzato il collo del cincillà.

Gli animali venivano tenuti in gabbie metalliche sporche. Alcune gabbie erano esposte agli elementi, mentre altre erano all’interno di stanze buie. Visoni e zibellini camminavano incessantemente –- segno di stress psicologico –- mentre una volpe senza un posto dove nascondersi era rannicchiata in preda alla paura. Un cincillà sembrava cieco ma era ancora costretto a riprodursi. Un operaio ha spiegato che se gli animali fanno i bisogni nella parte “sbagliata” della gabbia, vengono uccisi. “Tutti gli animali devono essere puliti”, ha detto. “Se la pelle che produci non è pulita, si perde moltissimo sul prezzo.”

I designer che hanno rifiutato di lavorare con le pellicce animali includono Gucci, Stella McCartney, Versace, Vivienne Westwood, Calvin Klein, Burberry, Chanel, Prada, Jean Paul Gaultier e molti altri.

PETA –- il cui motto recita in parte che “gli animali non sono nostri da indossare” –- si oppone allo specismo, che è la visione del mondo basata sulla supremazia dell’’essere umano sugli altri esseri senzienti, e secondo la quale gli animali non sono altro che prodotti da usare e uccidere a piacimento.

Foto e riprese video di qualità broadcast sono disponibili su richiesta. Per ulteriori informazioni, visitare PETA.org.uk.

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