“Sporca” protesta contro la pelle alla settimana della moda di Milano

 

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18 febbraio 2020

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“SPORCA” PROTESTA CONTRO LA PELLE ALLA SETTIMANA DELLA MODA DI MILANO

I sostenitori della PETA si cospargono il corpo con “melma tossica” per mostrare come i rifiuti dell’industria della pelle avvelenano il pianeta

Milano – Oggi i partecipanti alla settimana della moda di Milano hanno dato una lunga occhiata a Piazza del Duomo quando due sostenitrici della PETA si sono versate sulla testa secchi di “melma tossica” nera per attirare l’attenzione sui rifiuti pericolosi associati all’industria della pelle. I cartelli sui secchi dicevano “La pelle: uno sporco affare” e “Rinuncia alla pelle”.

Le foto dell’azione sono disponibili qui, qui, qui, qui e qui.

“Nessuno ha bisogno della pelle di mucca eccetto gli animali gentili che ci sono nati”, dice la direttrice della PETA Elisa Allen. “La PETA invita la settimana della moda di Milano a proteggere gli animali e il pianeta cominciando ad eliminare dalle passerelle la pelle tossica e crudele. Anche i consumatori possono aiutare, dando il benservito alla pelle animale.”

Ogni anno più di un miliardo di animali vengono uccisi per la loro pelle. L’agricoltura animale – che comprende l’industria della pelle – è responsabile di quasi un quinto delle emissioni di gas serra prodotte dall’essere umano e sta devastando il pianeta. Oltre il 90% della foresta pluviale amazzonica che è stata disboscata dal 1970 viene utilizzata per il pascolo o per la coltivazione di alimenti per il bestiame – compresi gli animali destinati all’industria della pelle. Il rapporto “Pulse of the Fashion Industry” del 2017 ha riscontrato che la pelle è il materiale più inquinante utilizzato per l’abbigliamento.

Un video rivelatore della PETA, narrato da Leona Lewis, mostra come le concerie usano sostanze chimiche tossiche per prevenire la decomposizione della pelle degli animali. Gli operai, compresi i bambini, stanno a piedi nudi senza alcuna protezione mentre immergono le pelli in sostanze chimiche cancerogene. I rifiuti nocivi vengono poi scaricati nel fiume.

La PETA –- il cui motto recita, tra le altre cosein parte, che “gli animali non sono nostri da indossare” –- fa notare che la Settimana della Moda di Helsinki ha vietato la pelle, incoraggiando gli stilisti a concentrarsi invece su pelli vegane di qualità superiore, tra cui quelle realizzate in poliuretano riciclato, mele, foglie di ananas (Piñatex), funghi, mele e uva da vino, quest’ultima o creata dall’azienda italiana Vegea.

Per ulteriori informazioni, visita PETA.org.uk.

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