Vittoria: Benetton Cede alle Pressioni, Elimina l’Angora

 

Per la pubblicazione:
5 giugno 2015

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VITTORIA: BENETTON CEDE ALLE PRESSIONI, ELIMINA L’ANGORA

Il Gigante della Moda Italiana Fa la Promessa dopo Sfaccettata Campagna PETA

Roma – Meno di 24 ore dopo il lancio della campagna PETA per convincere Benetton a rinunciare alla vendita d’angora con una giornata di azioni coordinate a livello nazionale, la casa di moda italiana ha ceduto alle pressioni e vietato la vendita di angora nei suoi approssimativamente 6,000 punti vendita nel mondo.

“Benetton Group conferma la decisione di interrompere l’uso di lana d’angora in tutte le collezioni vendute a livello mondiale”, annuncia l’azienda in un comunicato stampa sul proprio sito web.

Ieri, consumatori compassionevoli – stanchi della mancanza di impegno da parte del brand verso un vero e proprio divieto di questo materiale, il quale viene spesso prodotto strappando la pelliccia dalla pelle dei conigli spaventati che gridano di dolore – hanno reso chiari i loro sentimenti. Nel centro di Londra, un gruppo di attivisti si sono radunati di fronte al punto vendita Benetton in Regent Street per una protesta che ha ri-interpretato la famosa campagna United Colors of Benetton. In tutto il Regno Unito, sostenitori PETA hanno organizzato telefonate a vari punti vendita Benetton per protestare, mentre centinaia di consumatori si sono fatti sentire sui social media, tra l’altro tramite la partecipazione in un Thunderclap, mandando questo tweet d’impatto in simultanea, raggiungendo cosi un numero complessivo di 340,000 persone.

“Impegnandosi per l’eliminazione dell’angora in tutte le collezioni future, Benetton ha fatto la scelta giusta per gli animali e per i consumatori”, dice il Direttore di PETA Mimi Bekhechi. “La produzione della lana d’angora è una cosa molto crudele, e PETA incoraggia le poche aziende che ancora vendono questo material ripugnante a seguire l’esempio di Benetton e dimostrare al pubblico che la crudeltà verso gli animali non ha un posto nei loro punti vendita”.

Un’investigazione precendentemente inaudita da parte di PETA Asia sugli allevamenti di conigli da angora in Cina, fornitore di oltre 90% della lana d’angora del mondo, ha svelato immagini di operai che strappano la pelliccia dai corpi dei conigli in modo violento, mentre gli animali gridano di dolore. I conigli sopportano questa tortura ogni tre mesi per 2-5 anni, dopodichè gli viene tagliata la gola e vengono scuoiati. Questi sono procedimenti standard nell’industria crudele della lana d’angora. Indipendentemente dalla procedura – spennamento o tosatura – se l’etichetta indica la presenza di angora, questo comporta molta sofferenza per i conigli. Non esistono modi di ottenere la lana d’angora in modo etico – ecco il motive per cui molte aziende hanno fatto il passaggio a materiali senza contenuto animale, i quali sono facilmente riperibili.

Riprese video in alta qualità e materiale fotografico delle investigazioni sono disponibili a richiesta.

 Per vedere un elenco aggiornato dei marchi che hanno eliminato la lana d’angora, clicca qui. Per alter informazioni, visita PETA.org.uk.